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27Apr
JuliaJones_Riposo2 Il “personal best” va preparato adesso

Il “personal best” va preparato adesso

27/04/2018
In quest’ultimo mese si sono corse alcune delle maratone più importanti a livello internazionale. Iniziando con le italianissime Roma e Milano, siamo passati oltreoceano a Boston. E’ stata una giornata storica: sia per il meteo, inaspettatamente duro, che per i vincitori, altrettanto sorprendenti. Per la cronaca, nella gara femminile ha vinto Desiree Linden, la prima donna americana a salire sul gradino più alto di Boston dopo 33 anni. Il titolo maschile è stato conquistato dall’amatore plurimaratoneta giapponese, Yuki Kawauchi. Dopo la tempesta del Massachusetts è toccato all’Europa con le maratone di Parigi e Londra, quest’ultima condizionata dal caldo inatteso.
Ho seguito la programmazione di alcuni runner impegnati in tutti e cinque gli eventi ed era abbastanza evidente il tempo che ognuno di loro sarebbe stato in grado di conseguire in gara. Tutti hanno, nel bene e nel male, rispettato le previsioni. Certo che a Boston hanno combattuto contro vento e pioggia, mentre a Londra faticavano più del dovuto per il caldo. Una solida preparazione, però, consente di affrontare con successo anche gli imprevisti e ottenere (comunque) un trionfante taglio di traguardo, con annessa medaglia al collo. Molti atleti credono che un “personal best” possa essere improvvisato il giorno della gara. Sono gli stessi che all’expo della maratona non sanno scegliere il gruppo dei pacer perché non sanno quale sia il loro valore atletico. In zona arrivo, poi, li vedi delusi dal crono ottenuto. “Non era giornata” è la frase di circostanza. Ma è pura illusione poter “improvvisare” il personale il giorno della gara. Non è così.Se nei vostri desideri c’è quello di fare il personale alla Venicemarathon dovrete pensarci subito e costruirlo nei prossimi sei mesi, giorno dopo giorno. La chiave è la costanza e non un colpo di fortuna dell’ultimo momento. Iniziate ora a pianificare i vostri allenamenti, sapendo che in estate si corre all’alba. Prendete subito quell’appuntamento con un nutrizionista sportivo che vi guiderà verso una forma ottimale, per correre con più energia e fluidità. Cominciate in questo momento a trovare un sistema per riposare meglio. Ne avrete bisogno quando il chilometraggio settimanale aumenterà, insieme al termometro. Certo, ci sono tante altre componenti che possono influenzare positivamente il rendimento di gara, ma se riuscirete a mettere in equilibrio già da adesso questi tre elementi, il 29 ottobre la Venicemarathon sarà una gara da godere, qualunque saranno le condizioni della giornata.
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